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PMA e lavoro: come non crollare sotto il peso di entrambi

Equilibrio PMA e lavoro

C’è una cosa che sento dire spesso alle donne che mi contattano, quasi sempre sottovoce:

“Mi devo rilassare, lo stress non aiuta la ricerca di gravidanza.”

Fermati un momento su questa frase. Tante, troppe donne si sono caricate anche di questa responsabilità, oltre a tutto il resto. E spesso perché per un’infinità di tempo si sono sentite dire che se quel bimbo o bimba tanto desiderati non arrivavano bastava rilassarsi. A volte anche dal loro ginecologo.

Allora chiariamo subito una cosa, perché è importante: lo stress non impedisce alle donne di restare incinte, e non impedisce agli embrioni di attecchire. Non esiste evidenza scientifica che dimostri un nesso causale diretto tra stress e infertilità o tra stress e fallimento dei cicli di PMA. Questo mito, oltre a essere falso, è dannoso perché trasforma l’ansia in senso di colpa, e il senso di colpa in altro stress.

Ricordiamoci sempre una cosa fondamentale: le donne restano incinte anche sotto le bombe in tempo di guerra. E non mi viene in mente nulla di altrettanto stressante.

Detto questo, .e proprio perché non è una questione di “colpa”, gestire l’ansia e lo stress durante un percorso di PMA è fondamentale. Non per far attecchire l’embrione, ma per non crollare, perché il carico è reale. E trovare un equilibrio tra PMA e lavoro è indispensabile.

Un percorso di PMA impone appuntamenti ravvicinati, esami, iniezioni, attese estenuanti, risultati che arrivano spesso mentre sei in riunione o davanti al computer. Il corpo è sotto pressione farmacologica e le emozioni oscillano, spesso senza preavviso e senza che nessuno intorno a te lo sappia.

Tutto questo, mentre si continua a lavorare, rispettare scadenze, essere presenti, produttive e affidabili. Possibilmente anche con un bel sorriso.

È tanto. È oggettivamente tanto.

Equilibrio PMA e lavoro: qualche strumento concreto

Non si tratta di fare meno, perché spesso non è possibile, ma di fare in modo diverso e con più consapevolezza.

Alcune cose che aiutano:

Separa i tempi, quando puoi. Il lavoro al lavoro, la PMA alla PMA. È più facile a dirsi che a farsi, lo so bene, ma anche solo avere un’ora al giorno in cui non controlli i referti e non rispondi ai messaggi della clinica può fare la differenza.

Pianifica i momenti critici del protocollo. Pick-up e transfer sono le giornate più intense, fisicamente ed emotivamente. Se puoi, evita di programmare riunioni importanti o scadenze pesanti in quei giorni. Non sempre è possibile, ma quando lo è, vale la pena farlo.

Impara a riconoscere i tuoi segnali di saturazione. Non aspettare di crollare per fermarti. Un pomeriggio di pausa, una mattina più lenta, una telefonata rimandata non sono debolezze, sono prevenzione.

Il supporto psicologico non è un lusso né un segno di debolezza

Parliamoci chiaro: affrontare un percorso di PMA mentre si lavora, spesso in silenzio e spesso senza una rete di supporto consapevole, è emotivamente molto impegnativo. A volte -non sempre, ma a volte- non basta parlarne con il partner o con un’amica.

Il supporto di uno psicologo o psicologa specializzati in problemi di fertilità non è un segno di debolezza. Non è riservato a chi “sta andando male”. È uno strumento utilissimo, proprio come i farmaci del protocollo e la scelta della clinica migliore per il tuo caso.

Se senti che il peso è troppo, chiedere aiuto professionale non è arrendersi ma prendersi cura di sé in modo intelligente.

Una nota finale

Non esiste un modo perfetto per attraversare la PMA mentre si lavora. Esistono però modi più consapevoli, più sostenibili e meno solitari per trovare un equilibrio.

E ricorda: non diventi meno brava nel tuo lavoro perché intanto stai affrontando anche tutto questo. Non sei meno forte perché alcune mattine fai fatica. Stai semplicemente portando avanti due cose enormi contemporaneamente.


In poche parole: stai facendo molto.

Se hai domande su come orientarti in questo percorso, da un punto di vista clinico, burocratico o organizzativo, io sono qui.

Immagine di copertina creata con ChatGPT